Blue Flower

Passeggiare con il proprio cane porta ad andare incontro ad episodi non abituali, come questo che, voglio raccontare, visto che il Covid-19 mi costringe a stare a casa.

Un po’ come il Decamerone di Boccaccio oppure i Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer.

Ero in compagnia del mio cagnolino, Maya, un bellissimo cane che all’epoca dei fatti aveva 3 anni (parliamo del 2019), un cane di quelli di cui aver paura, un rottweiler da 45 chili, ma che in effetti è una patatona, ma pur sempre un rottweiler…Ogni tanto si incavola, ma per il momento è solo fuffa.
Beh, l’unico ad essere stato assaggiato e obliterato da Maya sono io… finora!
Passeggiavo, con Maya al guinzaglio. Solitamente il mio passo è molto silenzioso, più di quello di Maya. Uso sempre scarpe comode da ginnastica per camminare e non strascico mai i piedi, per cui per sentirmi devi avere un buon udito.
Eravamo a passeggio su un marciapiede e vedo a 20 metri circa una famigliola 👨‍👩‍👧, madre padre e bambino con un simpatico cane di media buona taglia, un po’ meno della stazza di Maya ma confrontabile come grandezza.
Nel frattempo una automobile, guidata da una coppia di anziani (ah… che male questa parole… anch’io dovrei essere un anziano…) si ferma a fianco dell’allegra famigliola chiedendo informazioni stradali. Quasi contemporaneamente sopraggiunge una seconda auto, nello stesso verso della prima, anche questa una famigliola con padre, madre e 2 figli, e sta per sorpassare l’auto ma poi ci ripensa e rimane in coda, affiancando la prima auto: forse il passaggio non è agevole, o forse vai a capire il perché.
Quindi situazione: famiglia sul marciapiede, prima auto che chiede indicazione alla famiglia, seconda auto che ha affiancato la prima auto.
Mi avvicino, mi avvicino ancora. Il cane della famigliola forse un po’ rincojonito, forse debole di udito, non ci sente arrivare (fatta la premessa iniziale del mio passo etereo e leggiadro 🦸) e quando abbiamo ormai raggiunto l’allegra famigliola si spaventa alla vista di Maya e inizia ad abbaiare e a strattonare il padrone, che viene letteralmente spostato. Io, che avevo anche previsto la scena, ero già sulle difensiva e tenevo saldamente il cane: prevenire è meglio che curare.
Volano insulti: la “Signora” mi attacca dicendomi di comprare un barboncino al posto del mio rottweiler (in verità Maya era rimasta ferma proprio perché la tenevo, mentre chi era volato era il marito, mah) e che non devo arrivare in silenzio. E si, la prossima volta suono la banda … Faccio notare che alla signora che è il suo dolce maritino che è volato via, non io. Giù attacchi verbali. Vabbè. Il proprietario della seconda auto, abbassando il finestrino comincia a dire che ha visto tutto e che la SIGNORA ha ragione. Gli dico, dando del LEI, di farsi i fatti propri dal momento che stavo discutendo quasi civilmente con la Signora. Gli dico anche che non poteva aver visto nulla perché le portiere delle auto gli impallavano la vista, dal momento che i cani non sono più alti di una porta auto.
Il Tipo non ci vede più, apre lo sportello, esce dalla sua auto: 🦹alto, bello, forse biondo (così sono gli eroi), muscoloso, forte come un guerriero greco, e mi viene incontro, perché mi vuole riempire di botte. Cosa c’è di più bello che riempire di botte un Signore di 59 anni dinnanzi alla propria moglie e ai propri figli? Occasione d’oro …
Ora, riempirmi di botte non è proprio facilissimo, però ci può stare. Ma la cosa bella è che ero tranquillissimo senza neanche una accelerazione di battito cardiaco.
Ma appena sopravvanza la sua auto e vede interamente la mia figura compreso il cane, si ferma si gira, torna indietro, si rinfila nell’auto e se ne va, a conferma del fatto che neanche aveva visto il mio cane in precedenza.
😁 Morale della storia: quando andate a fare bancomat, andate con il cane: meglio se è un rottweiler …

 

Emilio Vittorio Petruzzella

03-12-1961 09-12-2010

Sono passtati esattamente 10 anni da quando un mio carissimo amico ci ha lasciato, dopo aver combattuto contro una terribile malattia. Aveva 49 anni

Emilio Vittorio Petruzzella, di Felice (che tra l'altro è stato Preside di mio Padre Lorenzo) nato a Molfetta il 03 dicembre 1961. Avrebbe compiuto 59 anni qualche giorno fa, l'ultimo dei miei amici del '61 a compiere gli anni.

Nella commozione del momento immediato alla sua scomparsa, scrissi un articolo che alla famiglia di Emilio è piaciuto. Purtroppo era scritto su un sito che non esiste più, ma riscrivo volentieri quello che scrissi 10 anni fa.

Ho conosciuto Emilio ai tempi della Seconda Media. Io amavo lo Sport ed ero l'organizzatore di tutte le discipline che potevo seguire: atletica, pallacanestro, palllavolo. Organizzavo la squadra, prendevo i cartellini dal CSI, li facevo firmare ai miei compagni, facevo il giocatore Presidente Allenatore: insomma mi davo da fare.

Ad un incontro di pallavolo, giocato alla palestra del ginnasio di Molfetta (via Felice Cavallotti) ho avuto l'onore di giocare contro la squadra di Emilio, seguita dal suo professore di educazione fisica. Anche lui ovviamente seconda media.

Fu un incontro giocato sull'ultimo punto. Al terzo set 15-14 per noi, pari 15, 15-16 per Emilio. a questo punto il loro professore entra in campo per festeggiare ma come sapete si deve vincere con 2 punti di scarto. quella volta riuscimmo a vincere noi, ma mi è rimasta impressa la figura di Emilio, che ha lottato come un leone fino alla fine. E' ancora vivo il ricordo in me.

Ci siamo poi rincontrati al Liceo Scientifico, dopo 2 anni: classe 1a B. Con noi, tra gli altri, Enzo, Marcello, Alberto, Silvio, Pasquale ... amici che vedo ancora tutt'ora.

Al Liceo abbiamo imparato a conoscerci. Emilio aveva un carattere un po' diverso dagli altri. Ti poteva anche fare scherzi da prete. Ma forse anche per questo gli volevamo bene.

I ricordi del Liceo non si dimenticano più. Alcuni mi sono rimasti impressi più di altri.

Gita a Castel del Monte in bicicletta: Emilio, Marcello, Silvio ed io. Freddo cane. Adesso vai a Decathlon e ti compri tutto il necessario per la gita in bicicletta, tute, guanti ed altro. Nel 1975 non c'erano queste cose, o, se c'erano, non le usavamo. Emilio per affrontare il freddo del vento si porta una maschera da Sub con respiratore. Ci incazzammo un po', ma Emilio la usò comunque, almeno fino a Terlizzi. Poi finalmente la tolse. Sulla strada tra Ruvo e Castel del monte, dove la salita cominciava a farsi sentire nelle gambe, Silvio accusa un po' di crisi. Ci fermiamo un attimo per capire la situazione:

Emilio: Silvio, ce la fai?

Silvio: no, sto troppo male.

Emilio: sicuro?

Silvio: Si. devo tornare indietro.

Emilio: Meh, allass'n l' penin e vattin'  (in italiano: va bene, lasciaci i panini e tornate a casa)...

Morale: Silvio, pur di non lasciare i panini, strinse i denti ed arrivò a Castel del Monte ... Ah, che ridere! 

Con Emilio abbiamo passato un buon numero di Natali e/o capodanno, qualche volta alla villetta di Campagna di Emilio sulla strada di Terlizzi in località Gurgo: un freddo cane, 4/5 amici, io, Emilio, Vito, Dino, Marcello:

Un ricordo molto bello è legato ai Giochi della gioventù del 4° Liceo. Il Professore non era certo un motivatore, per cui fummo io ed Emilio a chiedere di partecipare: Io scelsi il salto in lungo (specialità che coltivavo già da qualche anno con risultati a livello Regionale ...), mentre Emilio scelse la gara dei 400 mt. Il prof ci guardo' un po con sospetto, mi chiese... Palumbo, ma arrivi alla sabbia? io risposi: ci proverò...

risultato: io saltai 6,13 mt (ben al di là della sabbia), e la mia grande soddisfazione fu vedere la mandibola del prof che si aprì di scatto per la meraviglia (eh si, allora volavo davvero ...).

laughingLa gara di Emilio fu entusiasmante. Tutto sanno che i 400mt sono il giro della morte, e se non sei forte e non la sai affrontare bene, è una gara che ti devasta. Nella batteria di Emilio c'erano alcuni ragazzi veramente forti. Pronti via, Emilio corre egregiamente, ma è secondo sul rettilineo finale... recupera, recupera recupera e vince! 58"2 coole solo chi l'ha corsa 'sta gara sa quanto è tosta. Il prof in visibilio. Grandissimo Emilio, pur non essendo allenato a dovere per questa gara l'ha chiusa con un tempone: Emilio era un atleta vero, se solo si fosse allenato il giusto ...

Poi è iniziato in 4° Liceo il periodo della Pallamano, come arbitri. Io ed Emilio facevamo coppia fissa. Eccoci in una foto di un torneo giocato a giovinazzo o a Palese

 

 Emilio e Gerardo arbitri in toneo di Palese

 Non essendo una partita ufficiale, non avevamo le nostre divise nere da arbitro.

In veste di arbitri abbiamo arbitrato in un Torneo famoso a livello giovanile giocato a Terramo: l'Interamnia: stupendo, squadre giovanili fino a 18 anni, maschili e femminili, da ogni parte del mondo, persino dalla New Zeland. Una cosa eccezionale.

E poi Finisce il Liceo, con una Commissione esami un po' amaro nei nostri confronti: ricordiamo ancora i nomi dei membri e del Presidente, ma omettiamo di scrivere altrimenti seguirebbe una sequela di insulti.

Emilio si congedò con 43 su 60 , uguale al voto della sua compagna storica di allora, Daniela.

Emilio era un grande conoscitore di musica leggera.

Emilio ci sapeva fare con le ragazze.

 

Dopo il Liceo, abbiamo cominciato a vederci di meno , qualche partita di calcetto, qualche pizza con amici ... Io ho cambiato città e ancora meno. Sono stati 5 anni intensi di Liceo con Emilio e gli altri amici.

Ti voglio bene

Gerardo Palumbo